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Meno sprechi e più cibo donato

Cibo e spreco alimentare, torna continuo il tema e insieme ad esso la ricerca di soluzione al problema. Finalmente, sembra che il rapporto tra cibo e risparmio per gli italiani stia cambiando. In Italia la spazzatura contiene sempre meno cibo e aumentano le donazioni da parte delle grandi distribuzioni agli enti caritativi che ridistribuiscono il cibo a quanti sono nel bisogno.  Dopo l’approvazione della legge del settembre 2016 che facilita la donazione alimentare da parte dei supermercati, la distribuzione delle eccedenze è cresciuta del 21%, mettendo sulla tavola dei più poveri pane, yogurt, tonno, pelati e così via. Il Banco Alimentare ha ricevuto 87mila tonnellate di alimenti anche da mense e aziende. E’ poi un esercito di quasi un milione di persone a beneficiare di questa donazione. Insomma gli italiani sembrano essere meno spreconi e più generosi. Da una ricerca del ministero dell’Ambiente con il Dipartimento di Scienze agro-alimentari di Bologna e la Waste Watcher, si rileva che il cibo finito in pattumiera nel 2017 è sceso della metà rispetto all’anno precedente. Da 143 chili a famiglia e 63 chili a persona nel 2016 oggi le cifre sono dimezzate: nell’umido si conferisce in un anno 84 chili di cibo avanzato a famiglia e 36 chili a persona. Insomma la crisi, le campagne di sensibilizzazioni, l’educazione alimentare nelle scuole sono strumenti che funzionano visto che in un anno siamo passati dallo sprecare da 360 euro a 250 euro di cibo. In Europa si sprecano, secondo dati FAO, qualcosa come 89 milioni di tonnellate di alimenti in media, vale a dire, 180 chili pro capite all’anno a partire dal campo coltivato al supermercato alle nostre case.  L’alimento più conferito nell’umido è la verdura, al secondo latte e latticini, poi pane e la frutta. La causa? Disattenzione e il sovrapprovvigionamento.  La regola principale per evitare di riempire la pattumiera di cibo? Fare la lista della spesa scrivendo solo quello che serve. Fare acquisti più piccoli e frequenti non permettono lo spreco e aiuta a risparmiare. Riutilizzare gli avanzi come facevano le nostre nonne.